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2026: l’anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori

2026: l’anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori

Un riconoscimento globale per gli ecosistemi che nutrono il pianeta

Il 2026 è stato proclamato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori (International Year of Rangelands and Pastoralists). L’iniziativa, coordinata dalla FAO, nasce con l’obiettivo di richiamare l’attenzione globale sul ruolo fondamentale che i pascoli naturali e le comunità pastorali svolgono nella produzione alimentare, nella tutela della biodiversità e nella gestione sostenibile del territorio.

Si tratta di un riconoscimento importante per un sistema produttivo spesso poco visibile, ma che continua a sostenere milioni di persone nel mondo e a mantenere in equilibrio vasti ecosistemi naturali.

Pascoli: uno degli ecosistemi più estesi della Terra

I pascoli rappresentano una delle superfici naturali più diffuse sul pianeta. Questi territori ospitano una grande varietà di specie vegetali e animali e svolgono un ruolo chiave nella conservazione della biodiversità.

Oltre al valore ambientale, i pascoli sono anche fondamentali per la produzione di alimenti: qui si sviluppano sistemi di allevamento basati sul movimento stagionale delle mandrie e sull’utilizzo sostenibile delle risorse naturali.

Molte comunità rurali dipendono da questi ambienti per il proprio sostentamento e per la continuità delle tradizioni agricole e culturali.

Il ruolo dei pastori nella gestione del territorio

Quando si parla di pascoli, non si può ignorare il ruolo dei pastori e degli allevatori che li custodiscono.

La pastorizia è una delle forme più antiche di allevamento e si basa su conoscenze tramandate nel tempo: dalla gestione dei pascoli alla selezione degli animali, fino alla produzione di alimenti tradizionali come latte, formaggi e carne.

Grazie alla loro esperienza, i pastori sono in grado di adattarsi ai cambiamenti stagionali e alle condizioni ambientali, spostando il bestiame e utilizzando in modo equilibrato le risorse naturali.

Questo tipo di allevamento contribuisce non solo alla produzione alimentare, ma anche alla conservazione del paesaggio e alla prevenzione del degrado ambientale.

Un contributo importante alla sicurezza alimentare

I sistemi pastorali rappresentano una componente essenziale dei sistemi agroalimentari globali.

L’allevamento basato sui pascoli consente infatti di produrre alimenti anche in territori dove altre forme di agricoltura sarebbero difficili o impossibili, come zone montane, aride o marginali.

Secondo le organizzazioni internazionali, questi sistemi contribuiscono in modo significativo alla sicurezza alimentare, fornendo prodotti di origine animale e sostenendo le economie locali.

Allo stesso tempo, la pastorizia mantiene vive competenze tradizionali e forme di gestione del territorio che hanno dimostrato nel tempo la loro efficacia.

Una gestione corretta dei pascoli può quindi diventare uno strumento importante per affrontare alcune delle sfide ambientali più urgenti.

Pascoli e cambiamento climatico

Un altro tema centrale dell’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori riguarda la relazione tra pastorizia e cambiamento climatico.

I pascoli naturali svolgono diverse funzioni ambientali:

  • contribuiscono allo stoccaggio del carbonio nel suolo
  • aiutano a mantenere la fertilità dei terreni
  • favoriscono la conservazione delle risorse idriche
  • sostengono la biodiversità degli ecosistemi naturali

Le difficoltà delle comunità pastorali

Nonostante il loro valore, i sistemi pastorali stanno affrontando diverse sfide. Tra i problemi principali troviamo:

  • cambiamenti climatici sempre più intensi
  • degrado dei suoli e desertificazione
  • competizione per l’uso del territorio
  • malattie del bestiame e difficoltà economiche

Questi fattori possono ridurre la produttività dei pascoli e mettere in difficoltà le comunità che dipendono da queste attività.

L’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori nasce anche per portare queste problematiche all’attenzione della comunità internazionale.

Un’opportunità per valorizzare il mondo della pastorizia

L’iniziativa promossa dalle Nazioni Unite punta a creare maggiore consapevolezza sull’importanza della pastorizia e a promuovere politiche che sostengano queste attività.

Tra gli obiettivi principali ci sono:

  • promuovere la gestione sostenibile dei pascoli
  • favorire investimenti responsabili nel settore zootecnico
  • migliorare l’accesso ai mercati per i prodotti pastorali
  • valorizzare il patrimonio culturale delle comunità pastorali.

Durante il 2026 saranno organizzati eventi, incontri internazionali e iniziative culturali per raccontare il valore di questi sistemi produttivi e per favorire lo scambio di conoscenze tra paesi e comunità.

Tradizione, territorio e futuro dell’allevamento

La pastorizia rappresenta un ponte tra tradizione e innovazione.

Da un lato custodisce pratiche antiche, come la transumanza e l’allevamento estensivo; dall’altro può contribuire allo sviluppo di sistemi alimentari più sostenibili e resilienti.

Riconoscere il ruolo dei pascoli e delle comunità che li gestiscono significa valorizzare un patrimonio che riguarda non solo il mondo rurale, ma l’intero equilibrio degli ecosistemi.

L’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori 2026 vuole proprio ricordarci questo: il futuro della produzione alimentare passa anche attraverso la tutela dei territori e delle persone che li custodiscono ogni giorno.