Simbolo di convivialità

Shabu Shabu tricolore

Piatto tipico della cucina giapponese in cui la scelta della carne, unita alle verdure, trasforma la cena in un’esperienza unica.



Shabu Shabu, come si fa?


Rivisitazione in chiave giapponese di un piatto originario della Mongolia, lo Shabu shabu rappresenta un simbolo della convivialità poiché la sua preparazione richiede l'attenzione di tutti i commensali.

In Giappone lo Shabu shabu si prepara ponendo al centro del tavolo una pentola con il fuoco, un tagliere con la carne pronta da lessare e le verdure da aggiungere a piacimento.

Ognuno sceglie le fettine di carne e le verdure da mettere in ammollo, quattro chiacchiere in compagnia e il pasto è pronto: modalità self-service attivata!

Shabu shabu o Sukiyaki?


I due piatti sono molto simili e parecchio diffusi in terra nipponica.

Lo Shabu shabu è caratterizzato da un brodo dal sapore molto forte, a tratti aspro capace di conferire alla carne un tocco in più.

Al contrario, il brodo utilizzato per lo sukiyaki è delicato e molto leggero, indicato per palati sopraffini o per offrire al taglio di carne di sprigionare tutto il suo sapore senza nessun tipo di contaminazione.

Ciò nonostante per rendere spettacolari entrambe i piatti si può scegliere carne pregiata come la carne di Kobe che grazie alla marezzatura offre un sapore autentico, ricco e sofisticato.

Le verdure di accompagnamento spaziano tra il disponibile della stagione sino a particolari funghi presenti solo in alcune regioni del Paese orientale, questo dettaglio vuole sottolineare l’importanza dei prodotti tipici e del profondo legame che alcuni piatti hanno con la propria terra d’origine.

Shabu shabu, questione di dettagli


La carne tipica con cui si dà vita allo Shabu shabu è la carne di manzo che, tagliata a fettine sottili riesce ad offrire un sapore pieno, autentico e grazie al brodo (dashi) un retrogusto forte e corposo.

Il particolare nome deriva dal suono emesso quando gli ingredienti vengono immersi e successivamente mescolati nella pentola di cottura.

Il ristorante Suehiro nel 1955 scelse di introdurre tra le proprie proposte lo Shabu shabu così da incrementare la curiosità dei cittadini e incentivare il turismo.

Oggi, il piatto è presente in tutto il Giappone e riscuote un discreto successo, soprattutto tra i turisti che incuriositi, si avvicinano a ristoranti dedicato esclusivamente allo Shabu shabu o sukiyaki.

Per proporre la versione classica è necessario utilizzare la carne di manzo tagliata a fettine sottili, tuttavia esistono varianti che prevedono l’utilizzo di carne di maiale, pollo, anatra e aragosta.

Solitamente lo Shabu shabu è accompagnato da verdure come cavolo cinese, alghe, cipolle, carote o funghi, e tofu.

Sul tavolo non deve mancare un piccolo recipiente con la salsa di soia, una ciotola con riso bianco cotto al vapore, poiché al termine del pasto si mescolano gli avanzi con il riso rimasto creando una sorta di zuppa.

Sukiyaki, questione di dettagli


Il sukiyaki si prepara utilizzando un brodo più leggero, talvolta è solo acqua alla quale viene aggiunto un mix delicato di salsa di soia, zucchero e mirin.

Data la temperatura del piatto, solitamente si tende a consumare il sukiyaki e Shabu shabu in inverno o, scegliendo tagli di carne pregiati come la carne di Kobe e festeggiare una ricorrenza particolare.

Anche in questo caso la carne è solitamente manzo, tuttavia esistono alcune zone del Giappone dove il sukiyaki è servito con fettine sottili di carne di maiale.

Verdure come scalogno, cavolo cinese accompagnano la carne insieme a noodles e tofu.

La cottura della carne può subire variazioni a seconda della ragione in cui ci si trova, la tradizione chiede di grigliare leggermente le fettine di carne prima di portarle in cottura al vapore, ma il dettaglio rappresenta un tocco in più che può modificare la consistenza della carne.

Il consiglio è quello di scegliere carne di prima qualità proveniente da allevamenti certificati come l’azienda agricola F.lli Assanelli che ha fatto del rispetto dell’animale un vero e proprio valore aggiunto.

Per ottenere un piatto calibrato con le cotture perfette a seconda del diverso ingrediente immerso è necessario osservare piccoli accorgimenti che amplificheranno il piacere di stare tutti a tavola: la carne deve essere immersa per prima, verso la fine cottura aggiungere le verdure e un uovo crudo rotto così da aggiungere un tocco di sapore.

Infine, i noodles possono essere consumati separatamente e cotti nella stessa pentola solo quando tutti i commensali hanno finito di cuocere la carne, così facendo non si creerà una fastidiosa poltiglia che potrebbe rappresentare un fastidio al gusto.

Dal Giappone con furore


La globalizzazione e la possibilità di viaggiare e conoscere altre culture hanno permesso anche ai piatti strettamente legati alla tradizione locale di imbarcarsi su di un aereo e conoscere nuovi lidi.

Per riprodurre lo Shabu shabu sulle nostre tavole basta davvero poco: fettine di carne di manzo tagliate sottili, verdure lavate e tagliate a mo’ di pinzimonio, una pentola e un fornello da campeggio.

Provare un nuovo piatto è un’esperienza particolare che aggiunge nuove abitudini e stravolge gli usi e consumi a cui solitamente facciamo affidamento.

Bovì propone il particolare taglio di carne con il valore aggiunto di proporre prodotti sani e genuini, non resta che concludere l’ordine e.…preparare la tavola!