La carne rossa

La carne non fa male

Il processo contro la carne rossa si è concluso con il trionfo del buon senso: un risultato inaspettato, avvincente e positivo



Dal clima alla salute dell'uomo, la carne rossa è da secoli immemori un argomento che divide e unisce allo stesso tempo.

Lo schieramento che scende nel ring vede da un lato i sostenitori del sapore e dei benefici di una bistecca "rossa" e dall'altra - non meno agguerriti - coloro che sostengono che è meglio evitarla.


Il processo alla carne rossa


Le questioni che inducono - pardon! Inducevano - a classificare la carne rossa come bestia nera sono legate a molteplici fattori che si ricollegano agli allevamenti intensivi, all’eccessiva produzioni di materiali di scarto, gas nell’atmosfera e all’abuso nel consumo.

Oggi, possiamo gridare ai quattro venti - o anche semplicemente portare in tavola - (se vuoi un aiuto in termini di fantasia puoi fare un salto nelle nostre ricette), la carne rossa fa bene se, come per molte altre cose, si assume con equilibrio, parsimonia e buon senso.

L’obiettivo dei nutrizionisti e degli scienziati che hanno elogiato le qualità della carne rossa si fonda su di un principio basico, ma al tempo stesso estremamente rilevante: le proteine sono un elemento fondamentale per la salute dell’essere umano.

Per onor del vero è necessario specificare che le proteine sono presenti “anche” nella carne e non “solo”. Questo significa che l’apporto dell’individuo dev’essere commisurato su di un’ampia gamma di alimenti e non relegato alla sola assunzione di carne.


Il dettaglio scientifico


Le proteine, necessarie al fabbisogno dell’essere umano sono, appunto, presenti anche nella carne. Gli altri alimenti che aiutano a raggiungere l’equilibrio in termini di nutrizione sono cereali integrali e legumi.

Questo significa che le proteine sono indispensabili per la salute e per un corretto apporto calorico che, si traduce in un’energia quotidiana ottima per svolgere le normali attività.

Coloro che si erano schierati contro però, hanno basato la loro convinzione su di un dato - o meglio, sull’esito di un agglomerato di dati - che raccontano la presenza di un eccesso di aminoacidi solforati a cui sono legati alcuni tumori.

L’aminoacido in questione è la metionina che favorisce la proliferazione cellulare e, di conseguenza, un eccessivo consumo di carne conduce ad un’elevata presenza di questa molecola.

Nonostante gli studi siano veritieri, attendibili e certi, affermare che la carne rossa non è concausa della formazione di un tumore è cosa sensata, questo perché l'assunzione controllata permette al nostro organismo di adempiere a tutte le sue funzioni e tutto questo include anche la presenza di aminoacidi, come la metionina sotto accusa.

Un altro fattore che ha relegato per diverso tempo la carne rossa come alimento da bandire dalla tavola è la presenza di grassi saturi che, soprattutto in alimenti come gli insaccati, contribuiscono ad un aumento del colesterolo cosiddetto cattivo e le conseguenti problematiche al sistema cardiovascolare.

Ancora una volta entra in gioco il buon senso che assicura la possibilità di portare in tavola tutti gli alimenti, ma senza esagerare con le portate e con le ripetizioni. Cosa significa?

Puoi mangiare un po' di tutto, metti in gioco la tua fantasia, impara a spaziare tra gli innumerevoli alimenti presenti in cucina ed evita di bandire alcuni di essi perchè il rischio è uno scorretto apporto calorico e un disequilibrio nel proprio organismo.

I favorevoli hanno sottolineato che, nonostante la possibile presenza di elementi dannosi - frutto soprattutto delle lavorazioni negli allevamenti intensivi - vi sono altre componenti che aiutano il corpo umano a mantenere stabile il proprio funzionamento: il ferro.

Molto spesso, infatti, quando si soffre di anemia il medico curante tende a comunicare un rimedio della nonna “mangia la carne rossa”, perchè è più ricca di ferro. Per onor del vero è bene specificare che la carne rossa contiene il ferro eme che potrebbe favorire le infiammazioni e incrementare il rischio di patologie come il tumore.

L'International Agency for Research on Cancer - IARC - classifica la carne rossa come possibile sostanza cancerogena, incrementando il livello di rischio quando sul piatto in esame ci sono gli insaccati, ma ciò nonostante, seguendo le regole del buon senso e preferendo gli allevamenti che abbiano rispetto degli animali in vita senza intensificare la produzione è possibile nutrire il proprio organismo con - anche - questo alimento che, diciamo la verità, è da acquolina in bocca.

Basti pensare ad una grigliata in una sera d’estate, oppure al brasato con la polenta per scaldare le fredde domeniche d’inverno, o ancora un aperitivo casereccio con bruschette scottate alla piastra e una fetta sottile di prosciutto.

Lo IARC sottolinea che il rischio di ammalarsi di cancro, qualora si consumi carne rossa in maniera eccessiva è - e resta - relativo, poiché dipende anche da altri fattori che influiscono in maniera invadente come lo stile di vita e la familiarità. Inoltre, specifica che è soprattutto la lavorazione e il metodo di cottura ad incidere in maniera considerevole sul rischio di portare in tavola un alimento poco sano.


Come comportarsi? Ecco due idee facili facili!


La risposta è semplice! Se è vero - come è vero - che ogni abuso è controproducente, se anche tu sei un amante della carne rossa, della brace in estate, dello stufato in inverno...Insomma, se adori portare - o trovare già pronto - in tavola una pietanza a base di carne rossa è necessario seguire alcune semplici precauzioni. Solo così infatti, potrai giovare di un piatto delizioso e assaporare la portata con soddisfazione.

La carne rossa dev’essere di origine certificata

Esattamente così. In questo modo hai la certezza di come sono nutriti gli animali, se provengono da un allevamento che ha fatto dell’etica un pilastro portante. Ricorda - e non dimenticare - che la carne che porti in tavola è frutto di una lenta lavorazione e possiede benefici solo se è trattata in un determinato modo.

Oggi puoi scegliere e preferire gli allevamenticome quelli di una volta” dove, accanto ai controlli sanitari si pone l’accento sul benessere dell’animale, così facendo si può ottenere una tipologia di carne che offre enormi potenzialità in termini di sapore, di gusto e di abbinamenti - non perdere le nostre ricette! Troverai tantissime idee sfiziose e sorprendenti.

La carne rossa può essere consumata più volte a settimana

Vero, ma non verissimo. Insomma, pare che alcuni studi enunciano che la carne rossa può essere integrata con l’alimentazione di un individuo adulto fino a coprire quattro pasti settimanali.

Non verissimo poiché per carne rossa si intendono moltissime categorie di alimenti, ecco perché per poter adoperarsi per la causa serve mettere in campo buona volontà e allontanare l’idea che se i pasti concessi sono quattro significa scegliere solo ed esclusivamente gli insaccati. Quattro sì, ma con moderazione.

Vuoi un esempio? Beh, potresti scegliere le polpette di Bavaria per un pranzo, lo stufato per gli ospiti della domenica, l’insaccato per il pasto veloce di un giorno feriale qualsiasi, e la carne di Kobe per una cena importante! I pasti sono 4, tutti differenti tra loro, per buona pace degli scienziati che sicuramente acconsentono questa fantastica idea!